Venerdì, 23 ottobre 2009

Pilgram A-006: Il kohen e le sue pecore

La coscienza del proprio stato

Forse, prima di decidere se attraversare il deserto o meno, anima, dovresti sapere qualcosa di più sul gregge che ti è stato affidato, su cosa rappresentano le pecore.

Le pecore, dunque. Non sono tue, lo abbiamo già detto, ma di tuo suocero. Egli è il kohen, l'officiante, colui che compie l'insieme degli atti rivolti alla divinità: in pratica il mediatore tra Dio e gli uomini della comunità alla quale anche tu appartieni, qualunque essa sia (può essere un singolo individuo o una figura collettiva, non fa differenza: tu sai se tuo suocero è uno o se sono molti).

La figlia sua, quella che egli ha dato a te, alla quale ti ha "legato", rappresenta il frutto della sua officiazione, tutto il complesso del sacro all'interno del quale egli presta la sua funzione di kohen.

In qualità di officiante e mediatore, egli trasmette a te attraverso le sue parole quella che ritiene essere la sua esperienza del divino. Ciò che egli concede a te della sua partecipazione alla divinità, quindi, sono le sue parole, frutto delle sue azioni, dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti. Esse operano su di te, nella tua interiorità, e generano in te dei sentimenti simili ai suoi: in ciò consiste la sua opera di kohen, e cioé nel fatto che, in tal modo, egli ti rende partecipe della sua esperienza "spirituale".

Sue sono le parole di cui devi avere cura, e i sentimenti che esse generano in te sono la tua remunerazione per il lavoro che egli ti ha affidato: quello di custodirle e di nutrirle, affinché possano continuamente mantenere viva in te la sua esperienza. Ecco in che cosa consiste il tuo lavoro, e di quali pecore devi avere cura ogni giorno nel tuo ruolo di "pastore" (colui che pasce, che nutre). Non è forse così anima?

A ben vedere, però, non solo non sono tue le parole che ti porti dietro in ogni dove (e Dio solo sa quante volte vorresti che tacessero tutte quante anche solo per un istante, mentre invece continuano a vagare di qua e di là, brucando e belando incessantemente nella tua povera testa!) ma neanche i sentimenti da esse generati lo sono.

I sentimenti di quel tipo sono pseudo-sentimenti, che danno luogo ad una sorta di pseudo-spiritualità, un conforto (del tutto legittimo e perfino necessario a volte) per coloro i quali non hanno in sé le forze, o non sanno di averle, con cui andare loro stessi incontro a Dio, senza alcuna necessità di un kohen che offici per loro.

Ed ecco che ora, in lontananza, aldilà del vasto deserto che si estende davanti ai tuoi occhi, intravedi le cime della montagna in cui risiedono le Emanazioni Divine, e stai intuendo che se solo riesci a raggiungerlo, quel monte, per te potrebbe davvero cambiare qualcosa nel tuo rapporto con Dio.

E la cosa ti attrae, ma ti spaventa anche tantissimo...

postato alle ore 09:43 | Commenti (1)

16/12/2009 - 05:40

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